Voglio divertirmi come si divertono tutte le altre coppie.

Con Andrea ci siamo conosciute nello studio dove lei periodicamente si reca per la visita di prevenzione ginecologica.
Dopo il parto ha riportato una sofferenza sessuale nella mancanza di desiderio ed eccitazione, inizialmente normalizzata.

Andrea è una donna di 35 anni, sposata con Giacomo, insieme hanno un figlio di 4 anni.

Per loro prima il sesso era complicità adesso lo sentono come un dovere, un sacrificio. Anche lui sente il suo desiderio affievolirsi consapevole della sofferenza sessuale della sua partner.

Andrea si sente giovane, al contempo provata da un parto difficile e doloroso. Non si riconosce nel suo corpo cambiato durante la gravidanza.

Prova vergogna per le perdite urinarie che spesso trova sul suo salva vita, così chiama l’assorbente.

Dopo aver fatto la valutazione del pavimento pelvico ostetrico-ginecologica la situazione è risultata abbastanza controllata.

La sua richiesta è stata voglio divertirmi come si divertono tutte le altre persone, voglio provare piacere quando facciamo sesso con mio marito.

Prima di questo momento Andrea si era occupata del figlio a tempo pieno, pensava pochissimo al sesso e se capitava si diceva che le cose sarebbero cambiate da sole.

Andrea non aveva informazioni e conoscenza del suo corpo, non riusciva ad individuare da sola cosa fosse doloroso per lei e quindi era propensa ad evitare ogni contatto.

Dopo aver trasmesso le informazioni necessarie a prendere contatto con se stessa, con i propri genitali e con la cura di tutto il suo corpo. Andrea ha iniziato ad esercitare la sua area pelvica, prendendo consapevolezza di sé ed anche instaurando un rapporto con l’area del parto, provata dall’esperienza dolorosa.
Ha trovato poi, insieme a me, una modalità comunicativa condivisa con Giacomo volta a conoscersi e divertirsi durante l’atto sessuale.

Queste le parole di Andrea:

Oggi sto bene con me stessa al 100%, anche grazie a te che mi hai fatto riscoprire un mondo completamente estraneo e pieno falsi miti e di tabù.
Cosa puoi fare tu che leggi

Prendi contatto con i tuoi genitali. 

Se queste parole ti risuonano ti consiglio di prenderti un momento di calma: puossono essere sufficiente 5 minuti al giorno. Puoi sederti o stare sdraiata, è importante che la schiena sia dritta e che tu possa sentire i tuoi genitali rilassati. Puoi provare a respirare profondamente coinvolgendo l’area pelvica.

Ogni caso è a sé, in linea generale possono essere utilizzate anche le stesse dita per sentire la muscolatura pelvica durante la respirazione per sentire la parte che si contrae e si rilassa. Oppure esternamente con un asciugamano posto a contatto con la vulva.

Questo lavoro può essere portato poi durante l’atto sessuale che unito ad una buona comunicazione può permetterti di capire e comunicare bene cosa ti piace e quando.

Ogni persona ha la propria dimensione sessuale e relazionale ed i propri tempi, è importante sospendere il giudizio e l’auto giudizio.

Che tu possa godere di una immensa gioia.

Mi piacerebbe leggerti. Puoi scrivermi alla mail info@francescacutrupi.it